ALGHERO PICCOLA BARCELLONA
Le frequentazioni del territorio di Alghero risalgono a tempi molto remoti. Sin dalla preistoria si ha documentazione della presenza umana in Alghero, lo si può notare dalle tombe ipogeiche di "anghelu ruiju", o dai nuraghi "palmavera" e "sant'imbeni", in epoca nuragica, o dalla villa romana non molto distante dalla città, come anche del ponte romano sul "calik".
Primariamente, Alghero, nasce come villaggio di pescatori essendo la pesca, il maggiore interesse per la popolazione di allora.
Non essendo difesa, fu facile preda per i "Doria" potente famiglia genovese che nel 1102 ne edifico la fortezza davanti al porto dando vita cosi alla città che prese il nome dal fatto che le sue coste sono perennemente invase dalle alghe. Essendo crocevia per gli scambi commerciali nel mediterraneo era ambita da pisani e aragonesi. Ma i pisani ebbero la meglio conquistando Alghero nel 1284. Gli aragonesi, a loro volta si insediarono nel 1354, ad opera di Re Pietro D'aragona, detto "il cerimonioso" ripopolando la città fortezza di soli catalani. Diventando così una città aragonese in un'altra terra. Proprio per questo gli abitanti di Alghero mantennero la lingua e agevolazioni che il Re concesse loro.
Fu alla fine del xv sec. che con il matrimonio di Ferdinando "il cattolico" e Isabella di Castiglia, il regno aragonese diede alla municipalità algherese la facoltà di concedere la cittadinanza anche ai non catalani, si aprirono così le porte a sardi, corsi e italiani. In questo periodo Alghero conobbe una forte espansione socio-economica. Divenuto scalo privilegiato per gli interscambi commerciali, il porto accoglieva centinaia d'imbarcazioni al giorno, proprio per questo grande traffico nel 1576 e nel 1652, Alghero venne decimata dalla pestilenza che ne ridusse la popolazione. Cominciò la dura fase di ricostruzione che nel 1665 culminò ad opera di genovesi e altre popolazioni immigrate. Nel 1720 la Sardegna passa al regno dei Savoia compresa Alghero che diventa culla della cultura e mondanità di intellettuali e imprenditori. Il 1812 per Alghero fu un inizio secolo turbato e messo a dura prova da varie epidemie, il Re Carlo Alberto e il primogenito Vittorio Emanuele più volte visitarono in tale occasione Alghero. L'epidemia più cruenta si ebbe nel 1855, quando il colera colpì migliaia di cittadini, in quell'anno sbarcò ad Alghero Giuseppe Garibaldi per trarre in salvo i parenti e alcune famiglie tra le più ricche. Uno di questi il sindaco Giovanni Battista Garibaldi. Tale evento è ancora ricordato da una targa in marmo posta su una torre davanti al porto, la cosiddetta "torre garibaldi".
Da questo secolo inizia per Alghero l'espansione e lo smantellamento di alcuni tratti della fortezza per dar luogo alla edificazione civile. Alghero, con la sua parlata catalana, e il suo fascino ispanico-ligure, ancora oggi è meta di visitatori da ogni parte del globo, per questo viene nominata simpaticamente "la barcellonetta".
Gan.

Articolo del 26 Settembre 2007

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