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LA FESTA DEI COLORI TRA COSTUMI
E PROCESSIONI
Dopo i riti passionali della Pasqua la Sardegna entra nel vivo della primavera
e sboccia insieme ad essa con un tripudio di colori e profumi di antiche
tradizioni. La Sardegna non smette mai di rinnovare quel senso mistico
e religioso, popolo fedele e devoto si appresta a confermare i voti ai
suoi Santi e festeggiare la stagione del risveglio.
A Cagliari, sin dal lontano 1657 il
primo di maggio la città ha preso il preciso impegno di portare
in processione il simulacro di SANT'EFISIO,
questo a significativo ringraziamento al Santo che più volte ha
salvato la popolazione da peste, invasioni e bombardamenti, nonché
in tutte quelle occasioni che il Santo ha manifestato la sua intercessione.
Ma non solo la città di Cagliari della quale è patrono festeggia,
ma la Sardegna intera si stringe in devozione alla processione con variopinti
costumi provenienti dai vari paesi, le traccas (carri a buoi addobbati
per l'occasione), prodotti dell'isola sia d'artigianato che gastronomia
come dolci, pane, insaccati, formaggi e vini, tutto in bella mostra sfila
all'interno di cestini sapientemente intrecciati, insieme ai personaggi
in costume
Il simulacro del Santo è scortato dai cavalieri del Campidano e
da un drappello di Miliziani a evocare la scorta armata che lo portò
dal quartiere Stampace al luogo del martirio presso Nora (antica città
PUNICO-FENICIA poi ROMANA) per evitarne il saccheggio dei gioielli da
parte dei briganti.
Il martirio di Efisio a Cagliari fu eseguito, secondo il martirologio
romano, il 15 gennaio durante la persecuzione dell'Imperatore DIOCLEZIANO.
Circa nel 300 dc.
Poche e non chiare sono le notizie sulla vita di Efisio, si sa che era
soldato romano e che presumibilmente proveniva da una regione dell'oriente.
Le sue reliquie furono custodite sino all'epoca delle incursioni Saracene
in una chiesuola di Capo Pula e poi trasferite nella città di Cagliari.
Spostandoci da un capo all'altro dell'isola, troviamo sempre in Maggio
un'altra solenne processione che richiama devoti da gran parte dell'isola;
siamo a Porto Torres, antica Turris
Libyssonis. Il 30 maggio viene celebrata " LA
FESTHA MANNA" per i turritani, LA FESTA GRANDE, in onore
ai tre martiri GAVINO, PROTO e GIANUARIO.
In un certo senso le due manifestazioni sono legate dal fatto che ambedue
ricorrono lo stesso periodo delle persecuzioni, lo stesso periodo di festeggiamenti
del mese di maggio, una apre e l'altra chiude il mese.
Ma chi erano i tre martiri?! Se di Efisio si sa poco e niente dei tre
martiri la più accreditata versione è questa; Gavino ( GABINUS
militare romano), viene mandato a Turris Libyssonis (antica PORTO TORRES)
per tenere in custodia due prigionieri cristiani, PROTO E GIANUARIO, arrestati
e torturati dal Preside Barbaro alla quale erano affidate le due isole
Sardegna e Corsica.
Il soldato GABINUS però si converte al cristianesimo vedendo la
fede dei due sventurati anche nella sofferenza,liberandoli e invitandoli
ad abbandonare la città. Gavino, secondo l'usanza militare venne
condannato a morte immediatamente e decapitato sulla scogliera di Balai
(località vicino alla città) dove oggi sorge la piccola
chiesa di S. Gavino decollato, il 25 ottobre del 303 DC.
Gavino appare in sogno dopo la sua morte ai due fuggitivi convincendoli
a tornare in città per essere giustiziati, così il 27 ottobre
del 303 DC, PROTO e GIANUARIO vengono decapitati nel medesimo luogo ove
trovò la morte GAVINO.
I tre Martiri sono anche compatroni dell'arcidiocesi di Sassari.
Sulla nascita della Basilica di S. Gavino a Porto Torres, narra una leggenda
che l'allora Giudice COMITA nel XII-XII secolo colpito dalla lebbra invocò
il Santo che gli apparve in sogno rivelandogli ove fossero le sue reliquie,
il Comita, sotto promessa di custodirle in luogo più consono proclamò
la costruzione della grande Basilica romana nel colle ANGELLU dove dimora
ancora oggi, recuperando il materiale dalle rovine dell'antica città
romana che allora era in fase di rinascita.
Di carattere religioso sempre in Maggio si festeggia ad Olbia
il Santo patrono SIMPLICIO Vescovo,
il 15 del mese Mariano nella chiesa romanica a lui dedicata, completamente
costruita in blocchi di granito risalente al XI sec. DC. Essa sorge in
un luogo non nuovo ad interesse di culto, già Cartaginese, Romano
e paleocristiano con ritrovamenti di epoca tardo Medievale. Del Santo
Vescovo Simplicio purtroppo non vi sono che frammentarie notizie e non
riconducibili ad una ricostruzione della sua vita, è certo però
che gli Olbiesi e gran parte dei Sardi venerano questo Santo con tre giorni
di feste che si svolgono intorno alla Basilica con piccoli gruppi folkloristici
che ne fanno da contorno.
L'unico evento di Maggio in Sardegna che non ha connotazioni di carattere
religioso ma puramente laico e improntato sulla cultura e il folklore,
ove appunto i protagonisti sono i costumi e le popolazioni Sarde, è
"LA CAVALCATA SARDA" che
si svolge a Sassari
per le vie cittadine solitamente la penultima settimana del mese. La manifestazione
consiste in una sfilata di tutti i gruppi folkloristici della Sardegna,
tra i quali molti gruppi a cavallo che si esibiscono in vere e proprie
pariglie e corse in alcuni tratti debitamente realizzati per l'occasione.
Non è di antica tradizione anche se la prima sfilata si fa datare
al 1711 a beneficio degli Spagnoli che ancora dominavano l'isola nella
quale parteciparono delegazioni di diversi paesi in abiti tipici.
La seconda è forse la più importante e ricordata, quella
datata 1899 organizzata in occasione della visita dell'allora RE d'ITALIA
Umberto I. Soltanto nel 1951 assume una connotazione turistica che si
ripete annualmente attirando migliaia di turisti e Sardi da ogni parte
del mondo.
Dopo tutto questo fermento di colori, sapori, profumi di tradizione religiosa
e folkloristica della Sardegna, si rimane affascinati dalla magica atmosfera
che ancora l'isola riesce a trasmettere a visitatori e abitanti.
Come abbiamo potuto notare sin dagli articoli precedenti a questo la Sardegna
offre ogni momento dell'anno particolari emozioni indimenticabili, come
un libro che sempre racconta la stessa storia ma ogni volta dal gusto
nuovo.
ARTICOLO DI GAN. 15 NOVEMBRE 2009.
Estratto da varie fonti storiche su ricerca e studi del poeta GAN.
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