Tonara, tra vie e vicoli di un lunedì di pasquetta
L'inverno è passato e la primavera regala una splendida giornata di sole nel giorno di pasquetta. Partiamo presto per raggiungere tonara, in questo giorno si svolge la sagra del torrone.
Ho voluto fare questa visita, non tanto per il rinomato torrone, ma per visitare il paese del poeta Peppino Mereu. In quelle strade dove lui passeggiava, in quei vicoli, nei porticati dei quartieri storici di Tonara. Il paese è a circa 1000mt d'altezza, con dislivelli che scendono sino ad 800mt. La sua nascita è certamente antichissima, visti i vari ritrovamenti di reperti del neolitico, e un vicino nuraghe (su nurazze) con domus de janas (località marti)ne attesta la frequentazione nell'epopea dei nuragici. Ma si hanno tracce anche di strade di epoca romana(kalaris-terranova) con ritrovamenti di resti di un villaggio a tonnai, il susseguirsi di presenze nel suo territorio ne attesta la nascita di villaggi sparsi nel medioevo, col passare del tempo i villaggi si unificano dando luogo così ai quartieri del paese: toneri, arasulè, teliseri e l''attuale su pranu.
Passeggiare per le vie con grandi dislivelli e l'aria rarefatta di montagna, metteva un po' in difficoltà i nostri polmoni.
Tra la folla e i gruppi folk del paese con gli ospiti del gruppo di Selargius, che improvvisavano balletti per le vie si entrava in una dimensione straordinaria, mi piaceva pensare di esser in compagnia del poeta Mereu, il famoso poeta che contribuì a rendere Tonara conosciuto, lui che cantò dell'antica fonte di galusè.
Peppino Mereu, un personaggio particolare nel mondo della poesia di fine ottocento in Sardegna. Nato nel 1872 a Tonara, figlio del medico condotto, rimane orfano di entrambe i genitori all'età di 19 anni. Rimasto solo, si arruola nella regia arma dei carabinieri, costretto da malattia la sua carriera finisce dopo cinque anni. Ritornato al paese vi vive di stenti, da un alloggio di fortuna all'altro, costretto a rimediare un tozzo di pane e un bicchiere di vino nelle feste di paese come cantatore improvvisato. Non per questo alla sua morte nel 1901 a soli 29 anni, Mereu, con appena la licenza elementare, viene consacrato
" poeta maledetto" ma per la poesia di citazione al malessere popolare e al dissenso politico del tempo. Una quartina tratta da un suo componimento, oggi canzone popolare, " nanneddu meu" è la più conosciuta, dedicata a Nanni Sulas uno dei pochi amici che lo aiutarono in vita. Nonostante gli scarsi studi Mereu, aveva avuto contatti col mondo della poesia italiana del tempo che conobbe nei brevi viaggi da militare. Rimangono di lui poche silloge, ma testimoni della grandezza poetica di Peppino Mereu.
Quel giorno di pasquetta a Tonara ho respirato aria di poesia, tra le bancarelle e gli angoli di artigiani, come il costruttore e suonatore di launeddas Sergio Balia, l'incisore e scultore ligneo, Nieddu, ed altri tra ceramisti, pittori e tessitori di tappeti sardi.
La visita alla casa museo "porru" nel quartiere toneri, è certamente quel luogo che meglio descrive la vita nel 1800 a Tonara. S'istauleddu ammantau, (il balcone aggettante di castagno) che collega i due stabili posti ai due estremi della via è la sua peculiarità. Casa padronale fu anche sede della caserma dei carabinieri. Concludemmo qui la visita a Tonara nel paese del torrone, della poesia dura ma dolce che ha tutto il sapore della montagna e della ospitalità della sua gente!

Pasquetta 2007. Articolo del 15 0tt. 2007 gan.

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