|
|

OTTOBRE IN POESIA
FATTI DI-VERSI
Improvvisazione, caos; figure nere con maschere bianche si muovono come
burattini senza fili, come automi, nel pomeriggio di sbadigli del dopo
pranzo. Come molecole si muovono in un circuito immaginario senza mai
toccarsi o scontrarsi, fluiscono come un lungo colubro sul tiepido granito,
mentre il monumento, vigile, osserva severo. Dal palco dei gradini; tutto
si ferma, tace, a declamare all'agora' solo la poesia.
Caos, improvvisazione, sotto archi di portici antichi e tra la gente che
ammutolita scruta curiosa in attesa che l'artista svesta la maschera per
fomentare dubbi con poetiche parole.
Improvvisazione, caos; cattura
l'attenzione delle figure il simbolo del fuoco, le attrae
silenzio,
come fotogrammi al rallentatore muovono verso di esso.
Estro, scompiglio; piazza nel cuore, scenario di movimentazione, spettatori
affascinati attendono ancor il declamar poesia, ed ecco come foglie mute
piover dal cielo migliaia di poesie, improvvisamente. La brezza porta
le voci dei poeti che non hanno voce; in un ottobre caldo di un pomeriggio
altrimenti assonnato ma risvegliato con poesia, caos, improvvisazione.
GAN. ARTICOLO DEL 28-10-08/Foto
di M.S. Giola


|
|