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QUEL SOTTILE MALE DI VIVERE
Attraverso i classici si capisce la valenza della parola nell'arte poetica,
ma ancor di più si percepisce quel senso di malessere interiore
che come un sottile filo d'argento segue e congiunge tutte le epoche fino
a noi; "quel sottile male di vivere". I poeti stessi in alcune
liriche fanno trapelare il loro stato d'animo che è quello comune
a tutti gli uomini.
Inizio questo percorso seguendo quel sottile filo conduttore tralasciando
Greci e Latini, partendo da un'epoca molto più vicina e fiorente
di poesia; il XIII sec.
Quest'epoca fu caratterizzata da un gran germogliare di poesia, tanto
che la corte di Federico II di Svevia divenne un'importante centro culturale.
In questo ambiente nacque la "Scuola poetica Siciliana", ideale
di Poesia raffinata e aristocratica. Federico II stesso, compose testi
poetici, ma la più fiorente fu la Poesia Religiosa e il suo massimo
esponente San Francesco D'Assisi, il più illustre tra i poeti di
questo genere. Francesco, giovane e ricco, sceglie di spogliarsi dei suoi
averi rinunciando ad una vita agiata e lussuosa per seguire la Fede fondando
l'Ordine dei Francescani vivendo in assoluta povertà, divenuto
poi Santo. Il poeta è senz'altro colpito da una grande crisi interiore,
vocazione o male di vivere? Questo tumulto provoca rimorso e sofferenza
al poeta religioso che vede nella Fede l'unica via d'uscita, liberandosi
da una vita viziosa trova la voglia di vivere e ne compone lodi e liriche
di ringraziamento a DIO. Verso la fine di questo secolo è Firenze
la protagonista dello scenario poetico, qui si forma, dall'espressione
Dantesca, la "Scuola del Dolce Stilnovo". Proprio Dante Alighieri,
nella composizione di uno dei sonetti della "Divina Commedia"
cita il suo stato d'animo, a come all' età di circa trentacinque
anni si ritrova in una condizione di smarrimento morale e spirituale,
avendo perduto quella strada del giusto equilibrio, desideroso di una
vita più nobile, di serene conversazioni con amici e in compagnia
della sua amata Beatrice. Dante, in una attenta lettura dei suoi componimenti
ci induce a capire come fosse in conflitto con se stesso e ad aver paura
di ritrovarsi da solo. Altro Poeta che visse una vita tormentata, fu Francesco
Petrarca, il male d'amore fa penare il Poeta, quell'amore per Laura che
il destino volle non fosse corrisposto, ma che il Petrarca canta nelle
sue più belle liriche, e provocano in lui sogni e affanni, perciò
il poeta temendo che solo la morte possa metter fine alle sue pene chiede
di esser sepolto in quei luoghi ove ebbero inizio i sui tormenti d'amore.
"Quanto più m'avvicino al giorno estremo", questo sonetto
mette in evidenza lo stato d'animo del Petrarca, che fa della sua vita
un esame " Il tempo fugge veloce e con lui si dileguano le speranze
ingannevoli ed effimere". È chiaro che i poeti traggono ispirazione
quando loro stessi sentono e vivono situazioni di disagio interiore, quindi
a quelle vicende comuni a tutti gli uomini. Con il Rinascimento nasce
quella corrente artistica letteraria denominata "Umanesimo",
ed è sempre a Firenze che si concentra la cultura e l'arte per
interesse profondo di Lorenzo De Medici, detto il Magnifico. Anch'egli
poeta lascia chiaro un messaggio in una delle sue più belle opere
di quel tempo, "Quanto è bella giovinezza". In questa
lirica carnevalesca, Lorenzo espone la fugacità delle cose umane,
specie la giovinezza, il poeta si rammarica della sua fuggevolezza e ritiene
sia meglio coglierne tutte le gioie che ne derivano non essendovi certezza
del domani. Fa pensare allora, che il magnifico, avesse timore di invecchiare
sapendo di ritrovarsi a breve a non poter godere della vita che le rimaneva.
Michelangelo Bonarroti, è senz'altro conosciuto come artista figurativo
e scultore, il quale ci ha lasciato moltissime opere ineguagliabili e
maestose che un uomo potesse creare. Ma oltre all'essere artista di grande
valore fu poeta di spessore, certamente il suo linguaggio era più
aspro e grezzo, lungi dalla levigatezza dei versi di poeti delle scuole
o correnti citate prima. In Michelangelo, notiamo come la predilezione
all'arte e il suo temperamento irascibile lo portino ad affrontare il
tema dell'amore platonico, a grandi riflessioni che non lasciano armonizzare
l'artista che fa trasparire nei suoi versi il continuo contrasto con l'anima.
Ecco come i poeti ci lasciano in eredità "quel sottile male
di vivere", un mondo interiore che è sempre attuale. Sinora
abbiamo visto come tutti i poeti citati erano turbati da profonde fobie,
da inquietudini interiori, dalla quotidianità. Certamente non tutti
declamavano le loro sensazioni inquiete nei versi, c'era anche chi denunciava
la propria angoscia di come la società aristocratica o benestante,
fosse frivola, superficiale, interessata solo alle futilità, insensibile
ai gravi problemi delle classi meno abbiette. È il Parini nel XVIII
sc. a declamare in metafora quell'insegnamento a comportarsi in un modo
civile e dignitoso qualunque sia la provenienza del cetto sociale. Il
Parini denuncia appunto nei suoi poemi, il mondo molle, vuoto e artificioso
della nobiltà, contrapposto a quello umile, denso di affetti familiari,
onesto e laborioso delle classi meno privilegiate. Uno degli esponenti
della letteratura poetica italiana a far propri gli insegnamenti del Parini,
è il poeta Ugo Foscolo, figura complessa del panorama poetico,
crea un nuovo stile di poesia che sia più vicino al cittadino che
non alle solite secolari tradizioni letterarie. Il Foscolo, trae esempio
dall' ALFIERI e dal Parini, ma andando oltre, mutando completamente il
genere poetico; l'uomo e le sue passioni, la storia, sono il punto cruciale
del nuovo discorso, dove alla parola viene restituito peso e significato.
Egli conobbe la sofferenza, combatté guerre, lesse e imparò
molto dai suoi posteri, dal Vico, che appunto sosteneva: "la poesia
è quella straordinaria opera d'arte che è la storia degli
uomini, la sola che gli uomini possano conoscere a fondo perché
ne sono essi medesimi gli autori". Il Foscolo, come esponevo prima,
ha avuto una difficile vita, tumultuosa, impetuosa, da qui le sue convinzioni
che quanto più un uomo compia grandi cose nella vita, più
sia necessario ricordarlo dopo la morte, cioè regalare l'immortalità
dietro il simbolo del sepolcro. In questo quadro di sofferenze e turbamenti,
di stanchezza morale, di concezione pessimistica della vita, nasce il
"Decadentismo" le danno voce due dei massimi esponenti della
poesia italiana del 900", Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio.
Fino al Carducci la poesia aveva avuto uno sviluppo lineare, il Decadentismo
invece, nasce da un senso di solitudine, di angoscia, l'accettazione sofferta
della realtà, al quale non valse neanche l'ottimismo positivistico
a superarlo.
I poeti vedono il mondo avvolto dal mistero, un assoluto che noi ignoriamo,
qualcosa di trascendente, qualcosa che non si può raggiungere con
l'intelletto o la ragione, ma con l'estasi, col sogno, con il subconscio.
La poesia, cessa di essere la rappresentazione degli ideali morali e sociali,
il poeta del Decadentismo diviene veggente, la parola non ha più
potere comunicativo ma evocativo. Il poeta non si esprime ma suggerisce,
tutto è metaforico, simbolico, tutto quel mondo è simbolico
ed ogni forma non è che apparenza, immedesimazione. Nel Pascoli,
la vita, come la poesia è seguita da sofferenze, prima la morte
del padre, poi gli altri lutti. Il poeta penetra in un mondo misterioso,
la morte diviene un motivo insistente, la malinconia dolce e rassegnata,
questi stati d'animo lo portano a rifugiarsi in campagna, dove trova conforto
nel silenzio arcano della solitudine. Il Pascoli guarda questo mondo con
animo distante, coglie il cinguettio degli uccelli, lo stormire dei cipressi,
il suono lontano di campane, le voci dei contadini. Tutto questo lo accoglie
come un invito contemplativo, esprime quel mondo con una particolare sensibilità
in una forma poetica nuova, inventore di bellissime immagini. A questo
punto notiamo come l'atmosfera e lo stato d'animo nel corso della storia
incida sullo sviluppo narrativo dell'uomo, del poeta, l'andamento della
vita sociale e le vicende personali danno un'identità poetica insolita
e affascinante. Celebratore del superuomo, questa creatura privilegiata,
dalla vita inimitabile è il D'Annunzio; l'immaginifico. Le immagini
flottano a ritmo incessante, raffinate e leggere, fresche e seducenti,
nella quale esprime la sua sensualità nell'ispirazione. Il meglio
della sua vasta opera il D'Annunzio, lo lascia nel volume "l'Alcyone",
le sue più belle liriche: la sera Fiesolana, la pioggia nel pineto,
l'onda, meriggio, ecc
in queste liriche il poeta si abbandona al
suo senso panico della natura, al suo immergersi e sciogliersi nelle cose,
quel suo sensualismo malinconico, quella sua esaltazione dell'individuo.
Dopo la grande epoca iniziata col Parini e finita col D'Annunzio, si sviluppa
nel primo decennio del 900" la poesia "Crepuscolare", chiamata
così per i suoi temi prosaici e le tinte smorzate che dava appunto
l'impressione del crepuscolo. Questo movimento riconosce come proprio
il Gozzano. I crepuscolari, spiritualmente stanchi e delusi del mondo
e della vita cantano una poesia di dolci paesaggi autunnali, della tristezza
di cose perdute, del ricordo di cose perdute, l'aspirazione ad evadere
nel passato, in un mondo immaginario, nella vita semplice e serena, lo
fanno con una poesia dal tono piano, discorsivo, quasi parlato, un ritmo
facile ma penetrante, far rivivere l'illusione del passato. Dello stesso
periodo è la "Poesia Futuristica" le parole in libertà,
prosa libera da ogni nesso logico, dalla metrica, dalla punteggiatura,
esprimere con immediatezza il ritmo della vita come istinto e reazione,
dare alla poesia dinamica audace, meccanica, sportività. Un po'
come nell'arte figurativa, sta, l'astrattismo. Il Futurismo, fu un violento
sconvolgimento, un moto di reazione al linguaggio eletto, alla tradizione
retorica, un rinnovamento nel linguaggio e nelle immagini. Per breve tempo,
poeti già crepuscolari, come il Palazzeschi, sperimentano il Futurismo.
Alla fine del primo ventennio del 900" e' il Caldarelli a riportare
i poeti ai classici e al culto dello stile limpido e sorvegliato, attento
ai valori tecnici e formali. Nasce "La Prosa d'Arte", che prese
a modello il Leopardi.
Caldarelli, cesellatore della parola, eccellente poeta di scorci di paesaggi
o immagini di città, di marine, mette nei suoi componimenti anche
note inquiete e malinconiche autobiografiche. Ungaretti, Quasimodo, Montale,
sono di quel gruppo che si rifanno al Pascoli e al D'Annunzio, dando inizialmente
un rifiuto alle forme chiuse della poesia tradizionale, nasce così
quel tipo di poesia chiamato "Ermetismo", per l'oscurità
e difficoltà a capirlo. " Poesia pura", come sosteneva
il Flora, l'Ermetismo mette da parte ogni pretesa di comunicabilità,
di cultura, di tradizione, esprime essenzialmente lo stato d'animo del
poeta, libero da ogni fardello metrico o tecnico; Poesia pura come rivelazione
dell'assoluto, il tramite tra l'uomo e la realtà inconoscibile,
l'intuizione poetica è tanto più intensa quanto più
è breve, il senso logico, la comunicabilità, l'immagine,
il simbolo, non esistono nell'Ermetismo.
L'intuizione poetica, con le sue molteplici forme, stili, movimenti, metafore,
ricche di significato, rivela attraverso i poeti " Quel sottile male
di vivere", il senso di precarietà della vita, della pena
dell'uomo, l'angoscia esistenziale.
Montale, ha declamato il senso tragico della vita "il male di vivere",
la poesia di Montale è la voce poetica dell'angoscia esistenziale
comune a tutti gli uomini non soltanto ai poeti, i poeti anzi, cercano
di riportare l'uomo ad una evasione dal sentimento doloroso della vita,
la poesia si arricchisce di umanità, non per fare moda, ma per
restituire all'uomo l'amore per le piccole cose, per la natura, per gli
animali, l'amore di sentirsi insieme con gli altri. La poesia è
un equilibrio abilmente dosato di realismo e di interiorità, i
poeti esprimono la loro umana esperienza con versi modulati dall'anima,
aperti alla natura dell'uomo, alla vita e i suoi problemi con quel sottile
filo conduttore del male di vivere.
GAN Giovanni Andrea Negrotti. Sassari 24/ 04/ 2009
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