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I mille volti dell'africa 
La mostra di maschere africane che si è svolta qualche mese fa
alla "GALLERIA D'ARTE CAFFE' DADA" a Sassari, ci ha invitato
ad un affascinante viaggio nella cultura di un popolo che mantiene salde
le sue radici.
Nonostante l'Africa sia martoriata da lotte intestine e soprusi, denigrazione,
fame, malattie; rimane quel luogo mistico e surreale per le sue tradizioni
e paesaggi. Le maschere esposte erano di private collezioni e di esercizi
che svolgono la vendita di ornamenti etnici. Vi erano maschere provenienti
da molti paesi: NIGERIA, CONGO, ZAMBIA, COSTA D'AVORIO, BURKINA FASO,
SIERRA LEONE, MALI, ANGOLA, LIBERIA, TANZANIA.
La maschere sono un parte fondamentale della cultura tradizionale e dell'arte
dei popoli Africani. Differenti culture collegano a questi oggetti diversi
significati caratteristici, ma è frequente l'attribuzione alle
maschere di significati spirituali, il loro uso nelle danze, nei riti
religiosi, e l'identificazione di uno speciale status sociale agli artisti
che le realizzano. Pressoché, la creazione di maschere è
un'arte che si tramanda di padre in figlio, insieme alla cultura dei valori
simbolici e religiosi aderenti.
Le maschere africane sono una delle figure d'arte più note in Europa,
e nel XX secolo sono servite come ispirazione per movimenti artistici
come cubismo, futurismo ed espressionismo.
Nella più rilevante parte delle culture africane, chi indossa una
maschera si separa dalla propria identità e viene trasfigurato
nello spirito che la maschera rappresenta. Questo fine viene in genere
raggiunto con l'ausilio di altri elementi rituali, come la musica, la
danza, inoltre, la maschera si accompagna a costumi rituali, che aiutano
a nascondere l'identità del ballerino o del religioso mascherato.
Quello che indossa la maschera diventa una specie di medium che conviene
al villaggio di comunicare con le proprie divinità, gli antenati,
i defunti, gli animali o altri esseri soprannaturali della natura. Per
questo motivo, danze e personificazioni mascherate svolgono spesso una
funzione propiziatoria in celebrazioni come matrimoni, funerali, riti
di iniziazione, feste del raccolto. I più complessi sono le rappresentazioni
in costume e maschera di alcuni popoli della Nigeria, che mostrano molte
similitudini con il pensiero occidentale del teatro.
Dato che ogni maschera ha un determinato significato spirituale, alcuni
popoli hanno decine di diverse maschere tradizionali. Alcune religioni,
per esempio, hanno un ricco campionario di spiriti, a cui corrispondono
altrettante maschere. Spesso, la qualità di una maschera è
estremamente lineare, essenziale, un disco con una rappresentazione minimalista
di occhi, bocca e corna.
Visto che il significato spirituale delle maschere è importante,
non tutti i componenti del villaggio sono autorizzati a calzarle. Spesso
questa rispettabilità è riservata agli uomini anziani o
comunque alle persone di alto rango, ai capi e ai re; per esempio, le
quali conferisce loro speciali poteri. Spesso, le maschere di maggiore
prestigio sono quelle associate agli spiriti dei re defunti, ai guerrieri
o agli stregoni.
La forma di una maschera africana è in generale riconducibile al
viso umano, o a un particolare animale. Questa figura comune viene però
resa in una forma molto stilizzata. L'assenza di realismo rimanda al pensiero
comune di tutte le culture dell'Africa nera, per cui la maschera rappresenta
lo spirito del soggetto e non l' apparenza superficiale. Un caso massimo
è dato dalle maschere che hanno una forma completamente astratta,
puramente geometrica.
Gli stili indicano anche la comunità a cui la maschera appartiene,
o avere un valore simbolico ben definito. Per esempio, i cambiamenti delle
stagioni, la differenza tra maschio e femmina, tra notte e giorno. Atri
Stili con significato morale, e in particolare come rappresentazione simbolica
di virtù maschili, si trovano in numerose culture. Gli occhi socchiusi
per esempio, rappresentano l'autocontrollo, la pace interiore e la pazienza.
Occhi e bocca di dimensioni ridotte simboleggiano l'umiltà, e la
fronte sporgente indica saggezza. Con mento e bocca molto grandi, al contrario,
possono rappresentare autorità e forza.
Gli animali sono fra i soggetti più comuni delle maschere africane.
Lo scopo di queste maschere è quello di rappresentare effettivamente
un animale, in modo che diventi possibile parlargli per chiedere alle
belve feroci di non aggredire il villaggio, spesso l'animale è
visto come simbolo e portatore di virtù. Fra gli animali più
rappresentati ci sono il bufalo simbolo di forza, il coccodrillo, il falco,
la iena, il facocero e l'antilope.
Insieme agli animali, uno dei soggetti più comuni delle maschere
africane è la donna, anche lei rappresentata in forma stilizzata,
in mansione dell'ideale di bellezza femminile proprio di ogni particolare
cultura. Le maschere femminili di alcuni popoli enfatizzano tratti come
le ciglia arcuate, gli occhi a mandorla, il mento sottile, e figurano
anche gli ornamenti tradizionali, disposti in due linee curve che vanno
dai due lati del naso verso le orecchie.Alti invece rappresentano le cicatrici
ornamentali della loro tradizione. Queste maschere da donna sono rigorosamente
indossate da uomini.
Le maschere che riproducono la forma del teschio umano sono legate al
culto degli antenati. Un esempio è la maschera con tratti tipici
del defunto (orbite incavate, labbra screpolate e lacrime); rappresenta
un morto, che viene evocato durante il rito funebre e in altre cerimonie
legate al rinnovamento della vita.Poiché il culto degli antenati
è spesso legato anche al tema della riproduzione e della fertilità,
molte maschere uniscono i tratti del teschio con simboli sessuali, per
esempio, l'aspetto di un teschio con un naso di forma fallica. Alcune
maschere rappresentano antenati illustri, personaggi storici o leggendari.
La struttura principale delle maschere africane è in legno; raramente
si utilizzano pietre morbide come la saponaria, oppure pelle o tessuto.
Il materiale viene lavorato, intagliato, scolpito e spesso dipinto con
pigmenti di origine naturale. Alla maschera possono essere applicati decori
in altri materiali, come pelo, corna, denti, conchiglie, semi, ossa, paglia,
guscio d'uovo o piume.Servono talvolta a riprodurre in modo più
efficace elementi anatomici per esempio, pelo animale e paglia sono spesso
usati come capelli o barba.
Le maschere possono avere diversi tipi di struttura in funzione del modo
in cui si devono indossare. Il tipo più comune, appoggia sul volto,
in verticale, come la maggior parte delle maschere occidentali. Altre
maschere si appoggiano sulla testa, (per esempio quelle ricavate da un
tronco cavo o scavato) alcune si indossano come scafandri o elmi, e coprono
l'intera testa. Alcuni popoli realizzano maschere che non coprono il volto
ma il torso.
Le maschere sono fra i prodotti artigianali africani più desiderati
dagli occidentali; se ne trovano praticamente in tutti i negozi e mercati
per turisti delle principali località africane, e in molti negozi
europei e nordamericani che propongono articoli "etnici". In
conclusione, la produzione di maschere è diventata una vera e propria
industria. Le maschere "commerciali" (o "turistiche")
che si trovano nei mercati e nei negozi si mostrano riproduzioni più
o meno fedeli di maschere tradizionali delle diverse etnie. Il legame
originario con la tradizione si va progressivamente indebolendo a favore
di attente valutazioni economiche. La logica del mercato rende sempre
più difficile identificare la reale provenienza (sia geografica
che stilistica) di maschere e altri prodotti artigianali; per esempio,
si vendono quasi esclusivamente maschere prodotte in Zimbawe che riproducono
(a basso costo e con materiali di seconda scelta) stili originari di molte
diverse regioni dell'Africa nera.
GAN 01-07-09 FOTO DI GAN
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